giovedì 8 dicembre 2016

Tutte le novità dalla ricerca sul ruolo della carne nell’alimentazione umana - Seconda parte


Ospite molto atteso del Simposio Scientifico Internazionale su “Il Ruolo della Carne nell’Alimentazione Umana” è stata l’ecologista e scrittrice americana Lierre Keith, che nel suo libro “Il mito vegetariano. Cibo, giustizia, sostenibilità: nonbastano le buone intenzioni”, smonta la dieta vegana che ha seguito per 20 anni, spiegando i danni che questo regime alimentare estremo ha inflitto al suo corpo. E in occasione del Simposio tenuto a Roma il 15 Novembre 2016, ha raccontato lei stessa la sua esperienza, testimonianza molto preziosa, visto che proviene da chi ha provato e vissuto sulla propria pelle cosa significa e quali conseguenze comporta essere vegani estremisti.

Spossatezza, danni gastrici, depressione, ansia, perdita di mestruazioni, sono solo alcuni dei problemi che la ex attivista vegana ha avuto a causa della sua dieta, che prevedeva anche un consumo eccessivo di soia.  «Dopo tre mesi le mie mestruazioni cessarono. Nello stesso periodo cominciò anche la spossatezza, e continuò a peggiorare insieme alla sempre presente sensazione di freddo. All'età di 24 anni ho sviluppato la gastroparesi. A tutto ciò si sommavano la depressione e l'ansia». E ancora: «Non esistono fonti non animali di vitamina B12. E senza di essa potete diventare ciechi o danneggiare il cervello. La carenza di B12 può portare anche all'infertilità, all'aborto e all'Alzheimer. Ai bambini, invece, la mancanza di questa vitamina causa danni neurologici anche irreversibili».

A causa del suo veganismo estremo e all’eccessivo consumo di soia, la scrittrice ha subìto anche diversi danni permanenti, come una tiroidite autoimmune, degenerazione della colonna vertebrale e un cancro agli organi riproduttivi. «Pensavo di salvare il mondo e invece ho distrutto il mio corpo».

Oltre ai problemi di salute, a riguardo di chi è vegetariano per motivi etici aggiunge: «Pensano che si possa avere cibo senza che gli animali vengano uccisi, ma in realtà la vita senza la morte non è possibile. Ho capito come funziona e quanto è crudele il ciclo vitale. Ho capito che l’agricoltura è l’attività più distruttiva che gli esseri umano abbiano imposto al pianeta e comporta la distruzione di interi ecosistemi. L’agricoltura prende un pezzo di terra, espelle ogni forma di vita da esso e lo converte ad uso umano. Indipendentemente da ciò che mangiate, qualcuno deve morire per alimentarvi».

Ma non è finita qui. Dopo che ha scritto il suo libro, Lierre Keith è stata assalita fisicamente da alcuni vegani, che ora la considerano come una pericolosa nemica, minacciandola di morte e costringendola a vivere sotto scorta. Questo fa capire come il veganismo possa assumere anche le sembianze di “una setta”, da cui poi è difficile uscire. «Quando non dai al tuo cervello i nutrienti necessari, come nel caso della dieta vegana, diventi emotivamente instabile. Io so come si possono sentire male i vegani».

E’ il turno di Andrea Vania, componente direttivo SINUPE (Società Italiana di Nutrizione Pediatrica), Professore e Pediatra presso la Sapienza Università di Roma, che ha ribadito l’importanza della presenza della carne nell’alimentazione del bambino, che per essere sana, deve essere obbligatoriamente equilibrata e variata, secondo i principi della Dieta Mediterranea.

Secondo Andrea Vania e la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica, il ruolo delle carni non va sottovalutato, ma nemmeno sopravvalutato: tutti i tipi di carne, bianche, rosse e trasformate, mantengono la loro validità in tutto l’arco dell’età pediatrica ed è fondamentale assicurare la loro varietà ed un loro consumo contenuto ed adeguato ai fabbisogni di tutte le fasi del bambino in crescita. 

Occorre però dare indicazioni a coloro che invece vogliono far seguire una dieta vegana al proprio bambino, per far sì che questa non comporti danni, evitando l’eccesso di fibre, le carenze di ferro, grassi e vitamina B12, attraverso le dovute integrazioni, soprattutto durante i passaggi critici, come lo svezzamento, l’adolescenza e lo sviluppo, per scongiurare problemi frequenti in chi segue diete vegane e macrobiotiche, come l’amenorrea (assenza di mestruazioni) nelle giovani donne.

Il Professor Vania ha riportato l’esempio del colesterolo contenuto nel latte materno, che è tre volte superiore rispetto al latte vaccino, così da insegnare all’organismo del bambino a gestirlo meglio quando verrà assunto con gli alimenti esterni. Al contrario, il latte vegetale non contiene colesterolo, e questo può portare a problemi quando l’organismo dovrà avere a che fare con il colesterolo dei cibi, perché non è abituato a metabolizzarlo.


Foto 1. Varietà, equilibrio e moderazione sono le chiavi di una corretta alimentazione, soprattutto in età pediatrica, dove anche l’uso delle carni deve rispettare queste regole.



Foto 2. Anche la SISA, la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione riconosce l’importanza della carne in tutte le fasi della vita, dall’infanzia all’invecchiamento.



Degno di nota è stato anche l’intervento della Dottoressa Valentina Antognozzi, membro del consiglio direttivo ANDID, l’Associazione Nazionale Dietisti e dietista presso il presidio ospedaliero Santa Maria della Pietà di Casoria (Napoli), che ha messo in evidenza un problema molto attuale, che è il senso anche dell’esistenza di questo mio blog: la cattiva informazione che dilaga sul web sul tema della nutrizione. Soprattutto i social network rappresentano oggi i maggiori canali di comunicazione attraverso cui purtroppo viaggia e si diffonde la “pseudoscienza”, secondo cui uno studio scientifico viene misinterpretato strumentalizzandone i risultati.

Combattere la disinformazione rappresenta oggi una delle sfide più difficili per tutti i professionisti sanitari, che rischiano di perdere credibilità e autorevolezza di fronte al potere dei mass media che spesso diffondono informazioni incomplete, errate o fuorvianti. Per questo motivo l’ANDID lancia la prima campagna di comunicazione sulla competenza professionale, “CHIEDILO A NOI”, per favorire la maggiore consapevolezza dei cittadini e valorizzare la professionalità dei dietisti, che avranno il compito di promuovere un corretto pattern alimentare che preveda il consumo di carne nelle modalità definite dalle Linee Guida per una sana e corretta alimentazione.


Foto 3. Campagna ANDID, CHIEDILO A NOI.



Foto 4. La campagna di comunicazione ANDID 2015 per favorire l'adozione di sani stili di vita e di una equilibrata alimentazione.


Infine, l’intervento del Prof. Claudio Tubili, Consigliere Nazionale ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) e Direttore UOS di Diabetologia dell’Azienda Ospedaliera “S.Camillo-Forlanini” di Roma, che ha ricordato i problemi a cui vanno incontro in special modo gli anziani, a causa dello scarso apporto nutrizionale di calorie e proteine, come la sarcopenia, cioè la perdita della massa muscolare e della forza. La carenza proteica è purtroppo una realtà negli anziani, in quanto l’intestino perde fisiologicamente la capacità di assimilare le proteine: pertanto la carne può essere un valido aiuto in queste situazioni, fonte eccellente di proteine ad alto valore biologico.
Il Professore ha sottolineato come un adeguato apporto di proteine sia effettivamente possibile anche senza l’assunzione delle carni, ma rimane piuttosto complesso nel caso di totale assenza di prodotti di origine animale e non sempre fattibile nel lungo periodo. Anche per quanto riguarda gli altri nutrienti della carne, occorre un’attenta sorveglianza e spesso necessitano di essere integrati attraverso preparati farmaceutici nelle fasi della vita più critiche.

Foto 5. La malnutrizione calorico proteica e la sarcopenia sono comprese tra le dieci prime sfide italiane (2015-2018) del “Manifesto delle criticità in nutrizione clinica epreventiva”, promosso dall'ADI e da un’importante numero di associazioni scientifiche e di istituzioni in occasione di EXPO 2015, dove per la prima volta in Italia un network di medici, scienziati, associazioni e accademici individua criticità ed elabora soluzioni in ambito nutrizionale.


Secondo il Prof. Tubili, l’attuale atteggiamento ipercritico nei confronti della carne deve essere riconsiderato, distinguendo fra “uso” e “abuso” e inquadrando il suo consumo in una valutazione globale dello stile di vita. L’assunzione di carne rossa e derivati per non più di due volte a settimana è assolutamente consentita nei pattern dietetici della Dieta Mediterranea, ed in questo contesto il Professore ha ribadito quanto siamo fortunati noi italiani ad avere il privilegio di mangiar bene e sano, grazie a prodotti per la cui qualità potremmo dare lezioni all’Europa. Dunque ha poco senso rinunciare del tutto ad un alimento come la carne, che riesce ad apportare nutrienti in modo più semplice, immediato e compatibile con la nostra fisiologia.
Questo è tutto, spero di avervi fatto cosa gradita con questa descrizione del Simposio, che ha rappresentato per me una grande occasione di aggiornamento e di confronto con i Grandi del mestiere. Alla fine del convegno è seguito un light lunch, di cui vi metto qui di seguito le immagini più eloquenti :P




A presto e… viva la Dieta Mediterranea!



2 commenti:

  1. Mi chiamo SARAH, il mio compagno e ho provato per un bambino da più di due anni. Stavamo andando ad una clinica di fertilità per circa 5 mesi prima che qualcuno mi avesse chiesto di contattare questo cronometro che è così potente, quindi l'ho contattato A questo indirizzo e-mail ( agbazara@gmail.com ), perchè mi aiuti a prendermi presto, e sono contento che siamo arrivati a DR.AGBAZARA TEMPLE, perché il suo incantesimo di gravidanza mi ha messo a riposo e credo onestamente, e I suoi poteri ci hanno veramente aiutato, sono grato per tutto quello che ha fatto. Contattatelo via e-mail a: ( agbazara@gmail.com ) se stai cercando di ottenere un bambino, ha i poteri per farlo, ha fatto la mia,

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