giovedì 26 novembre 2015

La dieta dell'astronauta

Ho deciso di scrivere questo articolo quando sono venuta a sapere che il nostro orgoglio italiano, Samanta Cristoforetti, prima di partire per la sua missione nello spazio, ha cenato con una lasagna vegetariana. Sono stata assalita da un dubbio atroce: perchè una lasagna vegetariana e non con una lasagna normale, con la carne? Non sarà mica che tutti gli astronauti devono essere obbligatoriamente vegetariani? Se così fosse, potrei chiudere anche baracca e burattini, perchè significherebbe che allora ho sbagliato tutto e che per stare in salute bisogna davvero seguire questo stile di vita. Un astronauta infatti deve necessariamente avere una salute perfetta. Non deve soffrire di nessuna patologia e il cuore soprattutto deve essere fortissimo per poter sostenere stress di quel livello. Allora ho fatto una veloce ricerca col fiato sospeso, per scoprire se gli astronauti sono vegetariani, o peggio, vegani. Se così fosse, pensavo tra me e me, dovrò ricredermi e cominciare a pensare a cambiare sul serio la mia alimentazione.

E invece, grazie a Dio, indovinate un po' che dieta seguono i nostri astronauti? Ma la Dieta Mediterranea, ovviamente!!! Come avrebbe potuto essere altrimenti? Ho fatto quindi i salti di gioia e ho tirato un sospiro di sollievo. Astro Samanta si dichiara "onnivora" ed è anche una buongustaia. Infatti ha persino un suo chef, un giovane  italiano, Stefano Polato, responsabile dello Space Food Lab, che studia l'alimentazione per gli astronauti. Non più pilloline in orbita quindi, ma veri e propri pasti suddivisi per categorie: verdure e minestre, frutta e frutta secca, colazione, contorni, carne e pesce. C'è da dire però che la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) sta cercando di far convertire la dieta degli astronauti verso il veganesimo. Astro Samanta ha risposto così: «Non conosco questo appello ma sicuramente la prima fonte di cibo fresco prodotto nello spazio, siamo tutti d'accordo, sarà vegetale. Ciò non significa che si debba per forza rinunciare alla carne. Si potrà portare inizialmente dalla Terra però è chiaro anche che tutte le sperimentazioni (molte quelle italiane) rivolte alla possibilità autoctona di produrre cibo nello spazio sono concentrate sulle piante. In questo senso sicuramente è vero». Ma potrà essere possibile ciò? Ecco cosa ne pensano gli esperti: «Sebbene non impossibile un regime alimentare vegano potrebbe comportare alcuni problemi dal punto di vista nutrizionale. Ad oggi il modo migliore per combattere la perdita di massa ossea è la combinazione di un’adeguata assunzione di calcio, vitamina D, proteine ed esercizi con ARED (http://www.astronautinews.it/2013/08/13/l-475-esercizi-con-i-manubri-e-i-bilanceri/). Con una dieta vegana è molto difficile garantire un apporto di calcio per l’astronauta che sia compreso tra i 1000 mg e i 2000 mg; questo perché per poterlo ricavare solamente da frutta e verdura sarebbe necessario mangiarne in quantità elevate e uno dei primi effetti che gli astronauti hanno è un calo della fame. Oltre al calcio altri problemi sorgono per le vitamine D, B12 e K2 e per l’introito di proteine che potrebbero non apportare tutti gli amminoacidi necessari. Infine una nota particolare per il ferro: nonostante una dieta vegana non ne contenga in quantità uguali a una dieta tradizionale mista, sulla ISS il problema è minore che sulla Terra. In condizioni di microgravità infatti è necessario all’organismo molto meno ferro». E Luca Parmitano invece? Non è stato da meno. Il suo menu infatti è stato preparato dal famosissimo chef stellato Davide Scabin, con lasagne alla bolognese, parmigiana di melanzane, risotto al pesto, caponata e tiramisù! Che dire quindi? Siamo sulla strada giusta! Evviva i nostri astronauti! Evviva la Dieta Mediterranea!!! 


FONTI










http://magazine.expo2015.org/cs/Exponet/it/gusto/davide-scabin--grazie-alla-missione-di-luca-parmitano-la-gastronomia-italiana-e-volata-nello-spazio


lunedì 23 novembre 2015

Benessere animale: utopia o realtà?

Quando si parla di allevamento, si parla anche di benessere animale, cioè assicurare che gli animali non soffrano, che stiano bene in tutte le fasi, così che possano vivere una vita dignitosa, nonostante la fine a cui sono destinati. Per garantire il benessere, occorre fornire ad ogni animale lo spazio giusto per muoversi agevolmente e per riposare; l'ambiente in cui vivono deve essere in condizioni igieniche ottimali, con impianti di aerazione e illuminazione idonei e anche l'accesso al cibo deve essere uguale per tutti. Non solo in allevamento, ma anche durante le fasi di trasporto e al macello, occorre ridurre al minimo gli stress, così che tutto avvenga nel modo più indolore possibile. Tutto questo è importante non solo perché gli animali sono esseri senzienti, cioè sensibili e in grado di provare dolore, ma anche per non compromettere la qualità del prodotto finale. Fattori di stress e condizioni di scarso benessere possono causare negli animali una maggiore predisposizione alle malattie e anche la qualità della carne ne risente, mettendo a rischio la salute dei consumatori. L’Unione Europea vanta tra i più elevati standard di benessere animale al mondo. Ma sulle pagine pro-vegan al contrario, si sostiene che in realtà gli animali soffrono lo stesso e che il benessere animale sia solo una bella favola. Girano a questo scopo sul web video e foto oscene come questa, dal titolo: “Una mucca consapevole di andare al mattatoio”.

Innanzitutto si vede lontano un miglio che questa foto è stata spudoratamente modificata con Photoshop. E' davvero triste che venga fatta della strumentalizzazione su questi temi, pur di portare l'acqua al proprio mulino. Purtroppo effettivamente non mancano casi in cui il benessere animale non viene rispettato, ma fare di tutta l'erba un fascio e diffondere nel web queste immagini drammatiche per far risultare tutti gli allevamenti come dei posti infernali, in cui gli animali vengono maltrattati brutalmente e sottoposti alle peggiori torture, non mi sembra corretto nei confronti di quegli allevatori onesti, che amano i propri animali, che addirittura assistono personalmente le proprie vacche al parto e sono felici per la nascita del vitellino, come se fosse nato un loro nipote.
Ma soffermiamoci sul titolo della foto: “Una mucca consapevole di andare al mattatoio”. Consapevole? In base a cosa si può sostenere che la mucca sia consapevole? L'essere umano è l'unico a sapere che dovrà morire. Gli animali non si accorgono di niente, siamo noi con la nostra immaginazione ad antropomorfizzarli. Anche a me dispiace che vengano uccisi, è normale, siamo umani. La prima volta che ho messo piede in un macello di suini, ho pianto come una fontana. Ma alla fine della visita, ci fu offerta una bella tavolata di affettati, salami, prosciutti... e mi buttai a capofitto in quel ricco buffet, dimenticando immediatamente tutto. Il macello degli animali non è un bel vedere, ma non possiamo andare contro natura. Siamo onnivori e mangiamo carne da sempre. Abbiamo gli occhi frontalmente come i predatori e non lateralmente come le prede. E se oggi pensiamo di poter fare a meno della carne e del latte è solo perchè abbiamo le pance piene e possiamo permetterci di filosofeggiare a tavola sui vari alimenti. I nostri nonni non ci pensavano due volte ad ammazzare il maiale o a sgozzare un coniglio. L'errore quindi sta nell'umanizzare gli animali. Colpa anche della disneyficazione dei documentari che ha contribuito ad aumentare la sensibilità delle persone. I documentari che mostrano la realtà nuda e cruda non sono più interessanti. E' noioso guardare gli animali che fanno cose da animali. Chi guarda, vuole essere coinvolto emotivamente e vuole vedere gli animali fare cose da umani. Quindi ai fini della vendita dei documentari, si vede mamma gatta che accudisce i suoi cuccioli con sentimento umano, come in un cartone animato Disney. Nella realtà, quando alla gatta le togli i gattini, dopo un'oretta se lo è già dimenticato che ha partorito. Ma ci si scandalizza se si separa il vitello da sua madre e si “ruba” il latte che era destinato a lui. Dubito che la vacca si ricordi di tutti i vitelli che ha partorito. E comunque la separazione avviene nel modo più dolce possibile, così che la vacca non se ne accorga nemmeno, molto lontano dalla realtà raccontata sulle pagine vegan, dove si parla addirittura di sadismo. Esistono anche delle tecniche di allevamento in cui il vitello resta con la madre fino allo svezzamento, la così detta linea vacca-vitello e anche negli allevamenti intensivi è nell'interesse dell'allevatore non separare immediatamente il vitello dalla vacca, per far sì che esso assuma il colostro, aumenti le sue difese immunitarie e diminuisca così la mortalità precoce, problema che può verificarsi negli allevamenti. Quale sarebbe quindi l'alternativa? Gli animalisti-vegani-ambientalisti sognano un mondo dove tutti gli animali vivano in libertà. Ma è davvero fattibile una cosa del genere o è solo una loro utopia? Prendiamo ad esempio il caso dei cinghiali. Gli animalisti sono riusciti a vietarne la caccia in alcune zone. Questi si sono quindi moltiplicati a dismisura, causando gravi danni a cose e a persone, hanno distrutto i raccolti e hanno ferito anche mortalmente alcuni malcapitati. Risultato? Abbattimento dei cinghiali. Per fortuna quindi è stata ripristinata la caccia, così almeno la loro morte non sarà inutile. Lo stesso avverrebbe per gli altri animali. I tori sarebbero liberi di incornarci. In Florida e a Cuba hanno dovuto trasformare i coccodrilli in borse e scarpe, perchè questi erano liberi e molto pericolosi. Esistono delle oasi protette create da questi "sognatori", in cui maiali, pecore, capre, vacche non sono allevate allo scopo alimentare, ma sono libere di vivere e riprodursi. La mia domanda è: quando il loro numero sarà in eccesso, quando sarà antieconomico sostenerle, che fine faranno questi animali? E che dire dell'utilizzo di risorse che comunque avviene per farle vivere, quindi consumo di acqua, produzioni di gas, problemi di sostenibilità su cui i vegani fanno leva quando parlano di produzione di carne? Svaniti?




P.S. Il dialogo tra le vacche è frutto di pura fantasia e immaginazione. Gli animali NON sono consapevoli dello scopo della loro vita, nè che in quanto esseri viventi, dovranno comunque morire. Meglio specificare, non si sa mai.


FONTI

mercoledì 11 novembre 2015

Sono vegano, ma la carne la mangio!

Pensavo di averle sentite tutte. E invece non c'e' mai fine alle contraddizioni del mondo vegan. Dopo le frasi piuttosto diffuse: «Sono vegetariano, ma il pesce lo mangio.» - «Sono vegano, ma se non sento il sapore delle uova nei dolci li mangio.» - «Sono vegetariano, ma il pollo e il prosciutto li mangio.» - «Sono vegano a casa, ma fuori mi adatto.....».. ecco che arriva la frase che mai ti saresti aspettato di sentire: «Sono vegano, ma ogni tanto una bistecca di carne rossa la mangio.» Cosaaaa?!? Vegano?!? Carne rossa?!? Ma che e'? Un ossimoro?! Non ci siamo proprio. Secondo l'Eurisko, i vegetariani in Italia costituiscono il 6% della popolazione, mentre i vegani il 3%. Ma quanti davvero possono considerarsi vegani e vegetariani reali? Parlo dei puristi. Quelli che non sgarrano nemmeno se li minacci con una pistola. Io dico pochi, davvero molto pochi. Penso che molti si spacciano per vegani e vegetariani quando sono in mezzo alla gente o quando vengono intervistati, ma all'atto pratico, non lo sono per davvero in senso assoluto.
Ma se non dite la verita', come pensate che possiamo fare ricerca su di voi, studiarvi e valutare davvero gli effetti di questo tipo di alimentazione nel lungo periodo? Sono molteplici gli studi che mettono in evidenza i benefici dell'introdurre tanta frutta e verdure nella nostra alimentazione quotidiana, come pure la Dieta Mediterranea promuove. Ma in questi studi, quando si parla di dieta vegetariana e ancora di piu' vegana, si parla anche di “concerns about vegetarians diet”, “well-planned vegetarian diet” e di “fortified food”, cioe', le diete vegetariane, per essere considerate salutari, necessitano di una maggiore attenzione, devono essere ben pianificate da un nutrizionista e in taluni casi, potrebbe essere opportuno utilizzare integratori o cibi fortificati. Quindi non vi ostinate a voler per forza far passare questo modo di alimentarsi come il piu' naturale possibile, perche' di naturale non ci vedo proprio niente. L'uomo non e' frugivoro, ma onnivoro. E lo siete anche voi che vi spacciate per vegani, se ogni tanto mangiate le uova nascoste nei dolci, la mozzarella sulla pizza, il prosciutto, perche' e' buono e non sapete resistere, e i pesci grandi, solo una volta a settimana, a causa dei metalli pesanti. Poi il bello e' che si vantano pure di stare bene: «Sono vegano da 8 anni, non prendo integratori e non ho carenze!». E ci credo caro mio che non hai carenze. Non sei vegano, sei onnivoro!

venerdì 6 novembre 2015

Bibliografia

Ecco per voi una raccolta di studi scientifici a sostegno di molte cose scritte su questo Blog e sulle mie pagine Facebook e Twitter. Quando vi chiedono le fonti di qualcosa che state dicendo, potete venire su questa pagina, dove potreste trovare quello che fa al caso vostro e fare un bel copia e incolla. Questo post e' in costante aggiornamento, quindi tenetelo d'occhio! Potete dare un'occhiata anche alla mia raccolta di articoli pro-carne. E non dimenticate mai di chiedere anche voi le fonti quando siete nel bel mezzo di una discussione. E mi raccomando, devono essere scientifiche, cioe' devono essere pubblicate su PubMed. Tutto il resto e' fuffa.

Privarsi di proteine animali significa ridurre il quantitativo di zinco e vitamina B12. Per questo i vegani possono sviluppare patologie cardiache e vascolari.
FONTE: 1.Duo Li. Chemistry behind Vegetarianism. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2011; 110104095843036 DOI: 10.1021/jf103846u
Predisposizione all'ictus come conseguenza di un regime dietetico estremamente povero di grassi; in particolare di quelli saturi.
FONTE: "There is good reason to suspect that low-fat vegan diets tend to down-regulate systemic IGF-I activity; this effect would be expected to increase stroke risk in vegans. Furthermore, epidemiology suggests that low serum cholesterol, and possibly also a low dietary intake of saturated fat--both characteristic of those adopting low-fat vegan diets--may also increase stroke risk. "
"Colinearity between red meat intake and other dietary factors (e.g. Western lifestyle, high intake of refined sugars and alcohol, low intake of fruits, vegetables and fibre) and behavioural factors (e.g. low physical activity, high smoking prevalence, high body mass index) limit the ability to analytically isolate the independent effects of red meat consumption. Because of these factors, the currently available epidemiologic evidence is not sufficient to support an independent positive association between red meat consumption and colorectal cancer."
Mortality in British vegetarians: results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC-Oxford). Key TJ, Appleby PN, Spencer EA, Travis RC, Roddam AW, Allen NE. Am J Clin Nutr. 2009 May;89(5):1613S-1619S. Epub 2009 Mar 18.
–Vitamin B-12 status, particularly holotranscobalamin II and methylmalonic acid concentrations, and hyperhomocysteinemia in vegetarians. Herrmann W, Schorr H, Obeid R, Geisel J. Am J Clin Nutr. 2003 Jul;78(1):131-6.
-Homocysteine level and coronary heart disease incidence: a systematic review and meta-analysis. Humphrey LL, Fu R, Rogers K, Freeman M, Helfand M. Mayo Clin Proc. 2008 Nov;83(11):1203-12.
–Vitamin B12 deficiency is associated with coronary artery disease in an Indian population. Kumar J, Garg G, Sundaramoorthy E, Prasad PV, Karthikeyan G, Ramakrishnan L, Ghosh S, Sengupta S. Clin Chem Lab Med. 2009;47(3):334-8.
Cobalamin deficiency, hyperhomocysteinemia, and dementia. Werder SF Neuropsychiatr Dis Treat. 2010 May 6;6:159-95.
Effect of folate and mecobalamin on hip fractures in patients with stroke: a randomized controlled trial. Sato Y, Honda Y, Iwamoto J, Kanoko T, Satoh K. JAMA. 2005 Mar 2;293(9):1082-8. Erratum in: JAMA. 2006 Jul 26;296(4):396.
Homocysteine concentrations in follicular fluid are associated with poor oocyte and embryo qualities in polycystic ovary syndrome patients undergoing assisted reproduction. Berker B, Kaya C, Aytac R, Satiroglu H. Hum Reprod. 2009 Sep;24(9):2293-302. Epub 2009 May 14.
International estimates of infertility prevalence and treatment-seeking: potential need and demand for infertility medical care. Boivin J, Bunting L, Collins JA, Nygren KG. Hum Reprod. 2007 Jun;22(6):1506-12. Epub 2007 Mar 21. Erratum in: Hum Reprod. 2007 Oct;22(10):2800.
Dieting influences the menstrual cycle: vegetarian versus nonvegetarian diet. Pirke KM, Schweiger U, Laessle R, Dickhaut B, Schweiger M, Waechtler M. Fertil Steril. 1986 Dec;46(6):1083-8.
alpha-Linolenic acid supplementation and conversion to n-3 long-chain polyunsaturated fatty acids in humans. Brenna JT, Salem N Jr, Sinclair AJ, Cunnane SC; International Society for the Study of Fatty Acids and Lipids, ISSFAL.
Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2009 Feb-Mar;80(2-3):85-91. Epub 2009 Mar 9. Review.
B-vitamins and prevention of dementia. Clarke R. Proc Nutr Soc. 2008 Feb;67(1):75-81.
Assessment of iron deficiency in US preschool children and nonpregnant females of childbearing age: National Health and Nutrition Examination Survey 2003-2006.
Cogswell ME, Looker AC, Pfeiffer CM, Cook JD, Lacher DA, Beard JL, Lynch SR, Grummer-Strawn LM. Am J Clin Nutr. 2009 May;89(5):1334-42. Epub 2009 Apr 8.
Public Health Nutr. 2011 Feb;14(2):340-6. Epub 2010 Sep 21. Plasma concentrations of 25-hydroxyvitamin D in meat eaters, fish eaters, vegetarians and vegans: results from the EPIC-Oxford study. Crowe FL, Steur M, Allen NE, Appleby PN, Travis RC, Key TJ.
Biol Trace Elem Res. 2009 Mar;127(3):228-33. Epub 2008 Oct 25. Zinc and selenium nutritional status in vegetarians. de Bortoli MC, Cozzolino SM.
Int J Androl. 2006 Apr;29(2):339-45. Does folic acid and zinc sulphate intervention affect endocrine parameters and sperm characteristics in men? Ebisch IM, Pierik FH, DE Jong FH, Thomas CM, Steegers-Theunissen RP.
Increased risk of iodine deficiency with vegetarian nutrition. Remer T, Neubert A, Manz F. Br J Nutr. 1999 Jan;81(1):45-9.
Iron supplementation maintains ventilatory threshold and improves energetic efficiency in iron-deficient nonanemic athletes. Hinton PS, Sinclair LM. Eur J Clin Nutr. 2007 Jan;61(1):30-9. Epub 2006 Jul 12.
Nutr J. 2010 Jan 25;9:4. The effects of oral iron supplementation on cognition in older children and adults: a systematic review and meta-analysis. Falkingham M, Abdelhamid A, Curtis P, Fairweather-Tait S, Dye L, Hooper L.
Zinc status of vegetarians. Freeland-Graves JH, Bodzy PW, Eppright MA. J Am Diet Assoc. 1980 Dec;77(6):655-61.
Effect of vegetarian diets on bone mineral density: a Bayesian meta-analysis. Ho-Pham LT, Nguyen ND, Nguyen TV. Am J Clin Nutr. 2009 Oct;90(4):943-50. Epub 2009 Jul 1.
Public Health Nutr. 2006 Sep;9(6):779-84. Dietary intake of vitamin B6 and concentration of vitamin B6 in blood samples of German vegans. Waldmann A, Dörr B, Koschizke JW, Leitzmann C, Hahn A.
Vegetarians exhibit a wide diversity of dietary practices, often described by what is omitted from their diet. When a vegetarian diet is appropriately planned and includes fortified foods, it can be nutritionally adequate for adults and children and can promote health and lower the risk of major chronic diseases. The nutrients of concern in the diet of vegetarians include vitamin B(12), vitamin D, ω-3 fatty acids, calcium, iron, and zinc. Although a vegetarian diet can meet current recommendations for all of these nutrients, the use of supplements and fortified foods provides a useful shield against deficiency. Nutr Clin Pract. 2010 Dec;25(6):613-20. doi: 10.1177/0884533610385707.
Nutrition concerns and health effects of vegetarian diets. Craig WJ1.
Vegan or vegetarian diets in healthy pregnant women. The nine heterogeneous studies on microelements and vitamins suggest vegan-vegetarian women may be at risk of vitamin B12 and iron deficiencies. 
AUTHOR'S CONCLUSIONS: Within these limits, vegan-vegetarian diets may be considered safe in pregnancy, provided that attention is paid to vitamin and trace element requirements.
BJOG. 2015 Apr;122(5):623-33. doi: 10.1111/1471-0528.13280. Epub 2015 Jan 20.
Vegan-vegetarian diets in pregnancy: danger or panacea? A systematic narrative review. Piccoli GB1, Clari R, Vigotti FN, Leone F, Attini R, Cabiddu G, Mauro G, Castelluccia N, Colombi N, Capizzi I, Pani A, Todros T, Avagnina P.
Il ferro nei vegetali è legato all'ossalato che lo rende NON ASSORBIBILE dal corpo umano[2] e al fitato (l'inositolo esafosfato), che ne inibisce la dissociazione ad opera delle reazioni chimiche gastrointestinali, e quindi l'assorbimento.[3][4] ^ a b c d L'assorbimento del ferro
2.^ Food Group, Division of Animal and Food Sciences, Lincoln University, Canterbury, New Zealand, Noonan SC, Savage GP, Oxalate content of foods and its effect on humans, vol. 8, nº 1, 1999, pp. 64-74, PMID 24393738.
3.^ Influence of Vegetable Protein Sources on Trace Element and Mineral Bioavailability, The American Society for Nutritional Sciences.
4.^ Committee on Food Protection, Food and Nutrition Board, National Research Council, Toxicants Occurring Naturally in Foods, National Academy of Sciences, ISBN 978-0-309-02117-3.
Dietary factors including ascorbic acid and an elusive factor in animal protein foods (meat; fish and poultry) enhance iron absorption; while phytic acid; soy protein; calcium and polyphenols inhibit iron absorption. However; the effects of these dietary factors on iron absorption do not necessarily translate into an association with iron status and iron stores (serum ferritin concentration). In cross-sectional studies; only meat intake has consistently (positively) been associated with higher serum ferritin concentrations.
FONTE: Nutrients. 2014 Sep 19;6(9):3747-76. doi: 10.3390/nu6093747.
Dietary determinants of and possible solutions to iron deficiency for young women living in industrialized countries: a review.
Beck KL1, Conlon CA2, Kruger R3, Coad J4.
Modulation of immune function by dietary lectins in rheumatoid arthritis. Cordain L, Toohey L, Smith MJ, Hickey MS Br J Nutr. 2000 Mar;83(3):207-17.
Effect of dietary phytic acid on zinc absorption in the healthy elderly, as assessed by serum concentration curve tests. Couzy F, Mansourian R, Labate A, Guinchard S, Montagne DH, Dirren H. Br J Nutr. 1998 Aug;80(2):177-82.
The biological action of saponins in animal systems: a review. Francis G, Kerem Z, Makkar HP, Becker K. Br J Nutr. 2002 Dec;88(6):587-605. Review.
A review of phytate, iron, zinc, and calcium concentrations in plant-based complementary foods used in low-income countries and implications for bioavailability. Gibson RS, Bailey KB, Gibbs M, Ferguson EL. Food Nutr Bull. 2010 Jun;31(2 Suppl):S134-46. Review.
Soy protein, phytate, and iron absorption in humans. Hurrell RF, Juillerat MA, Reddy MB, Lynch SR, Dassenko SA, Cook JD. Am J Clin Nutr. 1992 Sep;56(3):573-8.
Food poisoning from raw red kidney beans. Noah ND, Bender AE, Reaidi GB, Gilbert RJ. Br Med J. 1980 Jul 19;281(6234):236-7.
Dietary lectins are metabolic signals for the gut and modulate immune and hormone functions. Pusztai A. Eur J Clin Nutr. 1993 Oct;47(10):691-9. Review.
Autism: transient in utero hypothyroxinemia related to maternal flavonoid ingestion during pregnancy and to other environmental antithyroid agents. Román GC. J Neurol Sci. 2007 Nov 15;262(1-2):15-26. Epub 2007 Jul 24. Review.
Wertz AE, Wynn K. – Thyme to touch: infants possess strategies that protect them from dangers posed by plants – Cognition. 2014 Jan;130(1):44-9

mercoledì 4 novembre 2015

Troppi antiossidanti possono favorire il cancro

Troppi antiossidanti possono favorire la crescita di un tumore. Eh gia', proprio loro. Gli antiossidanti. Quelli che fino a ieri non dovevano mai mancare nella nostra dieta quotidiana. Quelli che fino a ieri potevamo assumere fino all'indigestione, come elisir di lunga vita e per restare per sempre giovani. Diversi studi oggi invece stanno dimostrando che anche i nostri cari amici antiossidanti presenti in tutta la frutta e verdura, possono fare male, se se ne abusa. Gli alimenti piu' ricchi di queste sostanze, sono il succo d'uva nera, mirtilli, cavolo verde, spinaci, barbabietole, more, cavolini di Bruxelles, succo di pompelmo, fragole e succo d'arancia. Tutti alimenti che sono noti per fare bene, per proteggere dall'azione negativa dei radicali liberi, dalle malattie cardiovascolari e anche dal cancro stesso. Quindi? Cosa e' successo? Non possiamo mangiare piu' nemmeno questa roba qua? 
Certo che NO. Gli studi in questione fanno riferimento all'ECCESSO di antiossidanti, e in particolare quando si assumono anche integratori. Questa non e' altro che un'ulteriore dimostrazione che nella dieta occorre EQUILIBRIO. Il troppo stroppia.  Come pure nel caso della carne rossa. Frutta e verdura non devono mai mancare sulla nostra tavola, ma non devono essere il piatto principale, come alcuni movimenti integralisti tendono a fare. Le verdure sono un ottimo contorno, capaci di proteggerci da molte malattie, se combinate intelligentemente con altri cibi. Per questo la nostra alimentazione deve essere la piu' varia possibile, perche' a seconda delle diverse combinazioni degli alimenti tra loro, otteniamo un effetto diverso. A questo proposito ho gia' scritto,  Vedi Vitamina C protettiva nel caso della carne rossa o dei Veleni naturalmente presenti in frutta e verdure. Possiamo dunque continuare a mangiare TUTTO, in assoluta tranquillita', ricordandoci sempre che la ricerca non e' una scienza esatta. Cio' che oggi puo' essere una scoperta sensazionale in grado di cambiare la nostra vita, un domani puo' rivelarsi come esattamente l'opposto. E' proprio questo che la rende affascinante, il ricercare sempre qualcosa all'infinito.
FONTI

lunedì 2 novembre 2015

Vitamina C e carne rossa

E' passata ormai una settimana dalla scelta dell'OMS di inserire le carni rosse lavorate nel gruppo 1 degli agenti sicuramente cancerogeni per l'uomo, ma il dibattito procede incalzante, tra onnivori e vegetariani. Una lancia a favore delle carni, e' stata scagliata dal Professor Dino Amadori, Presidente dell'Istituto Oncologico Romagnolo ONLUS (IOR), che ha rilasciato un'intervista dove illustra un suo lavoro scientifico, risalente addirittura al 1980, dove fu lui stesso per primo ad evidenziare la pericolosita' delle carni rosse lavorate. In questo articolo, lui e i suoi collaboratori notarono che i nitriti e i nitrati presenti negli insaccati per la loro conservazione, in presenza di scarsa acidita' o scarsa vitamina C nello stomaco, formano insieme alle amine dei cibi, le nitrosamine, che sono in effetti i composti inquisiti, in quanto sono loro i veri colpevoli di causare il cancro.
Questo nessuno lo ha mai messo in evidenza e penso che meriti diffondere questo importante lavoro il piu' possibile. Quindi basta una spremuta di arancia, o un limone o del succo di pompelmo, per introdurre vitamina C protettiva che dia acidita', cosi' che non avvenga la reazione chimica di sintesi tra nitriti, nitrati e amine ed evitare la formazione di nitrosamine cancerogene. Questo ad ulteriore conferma che non esiste un cibo che fa male e un cibo che fa bene in assoluto, ma che ad eventuali azioni negative di un cibo, esiste una controreazione positiva di un altro. Questo vuol dire EQUILIBRIO nella dieta, che deve essere il piu' varia possibile, proprio per questo motivo. Possiamo e dobbiamo mangiare tutto in assoluta tranquillita', senza esagerare. Quindi anche alla carne, non ha senso rinunciarvi, basta consumarla con moderazione e in combinazione con cibi protettivi, ricchi di vitamina C e antiossidanti, come pure la nostra Dieta Mediterranea promuove.
FONTI
1980 Apr 30;66(2):145-52. N-nitroso compound precursors and gastric cancer: preliminary data of a study on a group of farm workers.