venerdì 30 ottobre 2015

Belen e il latte e biscotti

Ho deciso di scrivere questo articolo dopo aver visto su Instagram la foto del piccolo Santiago, figlio della famosa e bellissima showgirl Belen Rodriguez e suo marito, il ballerino Stefano de Martino, gustare felicemente una tazza di latte e biscotti. La foto e' di una tenerezza disarmante e commovente, perche' ci porta tutti indietro alla nostra infanzia, quando anche nostra madre ci preparava questa zuppetta con amore. In un mondo dove ormai il latte e' visto come un veleno da cui stare a debita distanza e i biscotti altrettanto, vedere invece che ci sono ancora mamme fiere di crescere i propri figli con questo alimento vecchio come il mondo, fa piacere ed e' da ammirare. Non e' raro osservare nelle sue foto anche delle belle grigliate di carne argentina, condivise con la sua famiglia, tra chiacchiere e risate spensierate, senza chiedersi troppi “perche'” o troppi “ma”. Si' perche' Belen viene da una famiglia umile, che in passato ha vissuto in ristrettezze economiche, quindi lei conosce bene il valore e l'importanza del cibo. Oggi invece propinare latte di soia (quello si' che e' veleno!) e delle insipide e tristi gallette di riso ai propri figli, fa molto “radical chic”. Le pance sono piene, quindi ci si puo' permettere di fare gli schizzinosi.

Non sono mancati infatti i commenti vegan sotto la foto del piccolo, andando a inquinare anche questo magico momento di felicita'. Oggi ci si preoccupa un po' troppo di cosa mangiano i propri bambini. Proprio tempo fa usci' un articolo su dei genitori scandalizzati perche' nella mensa scolastica servivano tagliatelle al ragu', mentre loro avrebbero voluto l'inserimento di menu vegani. Roba da matti. Le tagliatelle al ragu' oltre ad essere un piatto perfetto e completo dal punto di vista nutrizionale, fa parte della nostra tradizione italiana, da preservare e tramandare, perche' le generazioni future potrebbero non mangiarle piu'. Ai bambini dei paesi poveri che vivono con un pugno di riso al giorno, ce ne fossero di tagliatelle! Queste generazione di oggi sono troppo viziate, storcono il naso facilmente e il cibo sta diventando un'ossessione. L'ortoressia e' molto diffusa ultimamente, cioe' la preoccupazione eccessiva di ricercare cibi sani, ed e' considerata una vera e propria patologia, come i disturbi alimentari dell'anoressia e bulimia. Va bene cercare di mangiare sano, ma senza diventare degli estremisti. Il cibo e' prima di tutto un piacere, oltre che un momento di convivialita' e gioia. E con latte e biscotti siamo cresciuti tutti! Quindi, brava Belen!

giovedì 29 ottobre 2015

Commento sull'intervento di Marco Bianchi a La Gabbia

Ieri sera a La Gabbia, programma di LA7 e' intervenuto il famoso divulgatore scientifico della squadra di Umberto Veronesi, in merito al tema su alimentazione e salute. QUI per rivedere la puntata. Mi e' subito piaciuto quando ha esordito dicendo che e' stato fatto troppo terrorismo intorno alla carne, e difatti e' cosi'. Ha poi messo a confronto due tavoli, uno con tanti affettati, formaggi e vino rosso, costo 37 euro, e un altro vegetariano, TRISTISSIMO, con tofu, seitan, verdure, costo 18 euro. Mi piacerebbe sapere quando ha spostato il vino dal tavolo onnivoro verso il tavolo vegetariano, come sarebbe cambiato il prezzo. Comunque, sorvoliamo. Quindi ha disegnato su una lavagna la piramide alimentare secondo la Dieta Mediterranea, che lui giustamente sostiene. Ha infatti ribadito anche in trasmissione di NON essere vegano, ma di mangiare tutto. In fondo alla piramide ha disegnato un bel sorriso, acqua, consigliando di berne almeno 2 litri al giorno e attivita' fisica, che sono le cose che dobbiamo fare quotidianamente per stare bene. Devo dire pero' che e' davvero difficile avere il sorriso a tavola quando ti presentano quel tavolo vegetariano cosi' sconsolato. Poi se vogliamo dirla tutta, il seitan e il tofu non sono il massimo della salute. Il seitan e' glutine puro, mentre il tofu e' caglio di soia precipitato con gesso. Sono convinta poi che presto anche la soia entrera' in lista nera. Ci sono gia' degli studi che la associano al cancro al seno, figuriamoci poi quando vengono aggiunti additivi, come aromi artificiali, dolcificanti, emulsionanti, conservanti e glutammato di sodio, per mascherare il forte e altrimenti disgustoso sapore di fagioli e conferire invece il dolce sapore della carne e del latte, per imitare le nostre vere bistecche e il nostro vero latte di vacca. Sono comunque d'accordo con molte cose dette in trasmissione, ma quello che mi ha fatto saltare dalla sedia e' stato quando ha affermato che le carni, sia bianche che rosse, sono piene di ormoni e antibiotici. FALSITA'.
I polli di oggi crescono velocemente NON perche' vengano somministrati ormoni, che sono VIETATI in Europa, come l’utilizzo degli antibiotici a scopo preventivo, vietato in Europa dal 2006, ma perche' sono incrociati con razze ad accrescimento veloce, cosi' da ottenere molta carne pronta in pochi mesi. Utilizzare ormoni inoltre non sarebbe economicamente vantaggioso, perche' comunque hanno un loro costo. Mentre grazie alla genetica, ora si sa che razze incrociare per soddisfare le richieste di mercato. E' anche nell'interesse dell'allevatore assicurare il benessere dei suoi animali, per evitare di somministrare medicinali:  quindi e' fondamentale il rispetto di condizioni come illuminazione adeguata, ventilazione e temperatura dell’ambiente ottimali e lettiera pulita. Puo' capitare se gli animali stanno male che venga somministrato antibiotico. In Italia gli antibiotici sciolti nell’acqua si usano  per 3-5 giorni solo quando nel capannone compaiono i primi segni di un’infezione anche su pochi animali. È il veterinario aziendale a fare la diagnosi e a prescrivere la terapia, di cui rimane traccia nelle tre ricette obbligatorie destinate alla Asl, alla farmacia e al responsabile della struttura. Le dosi e tempi di somministrazione sono studiate in modo da non avere residui significativi nelle carni e per sicurezza, bisogna rispettare anche il periodo di sospensione, un lasso di tempo che occorre aspettare prima di macellare l'animale, necessario per far rientrare i livelli di residuo del farmaco nei limiti fissati per ogni molecola. Si parla a questo proposito di MRL (Limite Massimo Residuale), cioe' la concentrazione massima di residui di un determinato farmaco ammessa nella carne, latte e uova.  Le industrie farmaceutiche stabiliscono per ogni molecola farmacologica i tempi di sospensione adeguati, in modo che l'alimento arrivi al consumatore con residui nettamente al di sotto degli MRL consentiti. Insieme agli MRL troviamo anche l'ADI (Quantita' Giornaliera Accettabile), cioe' la quantita' di una sostanza che puo' essere ingerita ogni giorno per tutta la vita senza alcun effetto sulla salute umana. Le leggi considerano ricerche che danno quantità anche 100 volte inferiori a quelle sicure: in altri termini, se la legge fissa un limite di 1, vuol dire che le ricerche hanno stabilito come limite di sicurezza addirittura 100. Gli specialisti delle aziende sanitarie locali, negli allevamenti, al momento della macellazione e nei punti vendita, effettuano i controlli periodici, senza preavviso e trovare qualcuno che si faccia beccare in fallo non è più così frequente, come riporta la relazione annuale sui controlli effettuati per la protezione degli animali in allevamento. Sicuramente un mercato nero esiste, come in tutti i campi, c'e' gente onesta e altra un po' meno, ma il fenomeno, è contenuto ed  e' sbagliato generalizzare e dire che “tutte le carni sono piene di ormoni e antibiotici”, senza considerare la soglia di sicurezza. Se la soglia di sicurezza non viene rispettata, siamo di fronte a un reato, ma le ispezioni servono proprio a questo. Nel nostro Paese i controlli sono scrupolosi e comunque nessuna grande azienda rischierebbe mai la reputazione per una frode alimentare. Molte generalizzazioni in passato sono state fatte circolare in modo interessato, per esempio da vegetariani contrari al consumo di carne (vedi il caso dei bovini gonfiati con antibiotici e ormoni). La filiera integrata fa della catena di produzione del pollo una delle più controllate. In caso di frode, le responsabilità amministrative e penali vengono subito a galla, oltre al danno di immagine, deleterio per l'azienda. Quindi, dopo il terrorismo psicologico verso la carne, la Coca Cola, l'olio di palma, (quindi Nutella, biscotti del Mulino Bianco et similia), ora si sta puntando il dito verso il caffe' e anche lo zucchero e' stato nominato. Guarda caso, proprio verso i piaceri della vita. E poi ti vedi dei bei servizi in tv a favore degli insetti come alimento del futuro. Comincio a pensare che si voglia in qualche modo modificare il nostro modo di alimentarci, influendo sulla psicologia di massa e colpendo un certo mercato. Ma lascio le teorie complottiste ad altri.
FONTI

mercoledì 28 ottobre 2015

Considerazioni successive all'"allarme" OMS

In questi giorni non si fa altro che discutere sulla decisione dell'OMS di inserire le carni rosse lavorate nella lista degli agenti cancerogeni, al pari del fumo di sigaretta e dell'amianto. E' stata una vera bomba, forse per il modo con cui e' stata gestita la notizia dai mezzi di informazione, piu' che dalla notizia in se stessa, in quanto che non bisognasse esagerare con salumi e carne rossa, era risaputo gia' da tempo. Ma si puo' davvero considerare il prosciutto al pari dell'amianto? Con che spirito nelle mie sere d'estate gustero' il mio amato prosciutto di Parma e melone o la mia scorpacciata di affettati a Pasqua? Allora andiamo con ordine. Innazitutto vediamo su che base l'OMS ha preso questa decisione. Sono stati presi in esame 800 studi epidemiologici IN TUTTO IL MONDO, sulla relazione tra carne e rossa e cancro. Se pensiamo quindi alle abitudini alimentari negli USA, dove si sparano certi hamburger grossi come una casa, o in Inghilterra, dove tutte le mattine fanno colazione con bacon fritto, pane fritto, uova fritte, anche il tavolo fritto, forse cominciamo a ridimensionare un po' il problema. Se prendiamo in esame il consumo di carne rossa in Italia e lo confrontiamo con quello di altri paesi europei, vediamo che non siamo dei grandi mangiatori di carne, rispetto agli altri. Gli italiani consumano infatti solo 78 kg a testa di carne, contro gli 87 kg dei francesi, 120 kg degli australiani e i 125 kg degli americani! Nei francesi in particolare e' stata anche notata una minore incidenza di patologie legate alla carne (il famoso paradosso francese). Ma osserviamo anche il grafico sottostante per renderci conto un attimo delle dimensioni reali della situazione, oltre al confronto tra i rischi del fumo di sigaretta con quelli della carne.

Le immagini si commentano da sole. Anche la qualita' dei nostri prodotti non teme confronti e vivendo in Inghilterra, ho avuto davvero modo di rendermene conto. Le salsicce che si trovano qui non hanno niente a che vedere con quelle italiane. Anche il bacon e' lontanissimo dal nostro speck dell'Alto Adige. I prodotti Made in Italy vantano una qualita' e sicurezza che tutto il mondo ci invidia. Le carni arrivano al consumatore dopo una minuziosa filiera di controlli e verifiche veterinarie. Non possiamo mettere sullo stesso piano i salami nostrani con gli hot dog americani! Consumati con equilibrio, nella giusta quantita', all'interno di una dieta varia, bilanciata e ricca di vegetali, come la nostra Dieta Mediterranea, la carne rossa e insaccati costituiscono un alimento salutare e ad alto valore nutrizionale, apportando minerali importanti come ferro, zinco e la fondamentale vitamina B12. Carne e vegetali insieme formano un binomio perfetto, perche' sono complementari, fornendo all'organismo un completo apporto di nutrienti. La presenza della foglia di insalata e cetrioli in mezzo ad un hamburger non e' banale, ma permette grazie alle fibre di contrastare in parte i grassi della carne. Dal canto suo, la carne, riesce a neutralizzare gli antinutrienti presenti in molte verdure e cereali integrali. Prosciutto e melone quindi e' uno sposalizio perfetto. Ogni allarmismo e' ingiustificato, come pure assurda la proposta del Codacons di vietare la vendita di questi prodotti, considerando che nella stessa lista ci sono anche la luce solare (dobbiamo camminare col mantello di Dracula per evitare i raggi del sole?), e i turni di notte (forse molti sarebbero contenti se gli venisse vietato di lavorare la notte!). E' importante sapere poi non solo in che lista si trova una certa sostanza, ma anche i dosaggi e la durata di esposizione oltre le quali ogni rischio teorico diventa reale. Gli studi vengono infatti eseguiti ad altissimi dosaggi e con durate di esposizione molto lunghe, lontane da cio' che accade nella realta' di tutti i giorni. Come spiega il Prof. David Philips, Professore di Carcinogenesi Ambientale dell'Institute of Cancer Research di Londra: «Non dice quante probabilità ha una sostanza di causare il cancro, ma solo se è cancerogena o meno. Pensate a una buccia di banana. Come un'automobile, può causare incidenti, ma in pratica, ciò non accade molto spesso (a meno che non ci si trovi davanti a uno stabilimento di banane); ma in un sistema di identificazione di elementi pericolosi come quello della IARC entrambe si troverebbero nella categoria "cose che possono causare incidenti"».
In un mondo poi dove siamo circondati da immondizia, antenne dei cellulari e del wifi installate sopra le nostre teste, inquinamenti di ogni tipo, puntare il dito sul salame e' davvero ridicolo. Sembra quasi un voler distogliere l'attenzione da problemi ben piu' gravi e con impatto maggiore.
Per quanto mi riguarda, continuero' ad apprezzare gli insaccati della nostra tradizione, e continuero' a mangiare carne rossa in assoluta tranquillita'. E' la mia scelta consapevole. E spero che tutti i consumatori riescano a ragionare con la propria testa e si rendano conto dei valori di genuinita' e sicurezza che caratterizzano i prodotti italiani.


FONTI

http://www.cancerresearchuk.org/health-professional/cancer-statistics/cancer-stats-explained/data-collection-implications

http://scienceblog.cancerresearchuk.org/2015/10/26/processed-meat-and-cancer-what-you-need-to-know/

http://www.focus.it/scienza/salute/oms-salumi-e-insaccati-ufficialmente-cancerogeni

lunedì 26 ottobre 2015

Carne rossa lavorata cancerogena

Dopo la diffusione di varie inesattezze che miravano a fare solamente scoop, e smentite egregiamente dal nostro ben noto BUTAC, alla fine e' arrivata la notizia vera, e cioe' che l'OMS ha inserito le carni rosse lavorate nel gruppo 1 delle sostanze sicuramente cancerogene, mentre la carne rossa nel gruppo 2A, che comprende i probabili carcinogeni per l'uomo. Bisogna fare pero' alcune precisazioni. Innazitutto la carne rossa comprende le carni di bovino, maiale, ovino e caprino, equini e bufalini. Le carni bianche sono quelle del pollo, tacchino e coniglio. Le carni bianche NON SONO cancerogene. E nemmeno la carne rossa, ma PROBABILE. Ed un suo abuso, perche' bisogna precisare che si parla di ABUSO, e' stato associato solamente ad un tipo di cancro, cioe' al cancro al colon e in misura minore al cancro della prostata e pancreas, ma assolutamente NON al cancro in generale. Nel gruppo 1, cioe' agenti che provocano certamente tumori, ci e' finita solo la carne rossa LAVORATA, cioe' salata, essiccata, fermentata e affumicata. In questo gruppo ci sono anche il fumo di sigaretta, l'acool, l'alluminio, l'arsenico, benzene, l'amianto, cadmio, emissioni di carbone, il diesel ecc... Nel gruppo 2A troviamo il friggere, il papilloma virus, la malaria, l'arte del vetro, il mate caldo, steroidi anabolici, emissioni dovute alla combustione del legno ecc... Nel gruppo 2B troviamo il caffe', il mestiere del pompiere, il ginko biloba, l'aloe vera ecc... QUI la lista completa.

Salta subito agli occhi la presenza dell'aloe vera, che viene utilizzata spesso per le sue proprieta' curative, del caffe' o altre sostanze che fanno parte del nostro quotidiano. Cosa dobbiamo fare allora? Smettere di bere vino, birra, caffe', smettere di friggere, diventare tutti vegani? Assolutamente NO. Non e' detto che se veniamo a contatto con queste sostanze prendiamo sicuramente il cancro, come non e' detto l'opposto. Si parla di RISCHIO. Quindi ogni allarmismo e' ingiustificato! La stessa OMS ha dichiarato di non saperne ancora abbastanza su molte questioni, come appunto la quantita' massima da consumare per non correre rischi. E una cosa importante da tenere in considerazione e' il metodo di cottura: tutti sappiamo che i cibi bruciacchiati sviluppano sostanze tossiche e cancerogene (anche le verdure bruciate alla griglia, il cornicione bruciato della pizza, il pane bruciato) e la carne tende a bruciare molto facilmente. Molte delle sostanze tossiche si formano proprio a causa della cottura errata e a causa dell'aggiunta di conservanti e sostanze per esaltare il sapore. Questo pero' non vuol dire che mangiare carne non abbia nessun effetto positivo, anzi. Nella giusta quantita' anche la carne rossa apporta dei benefici. Ma ancora di piu' le carni bianche, come tanti studi dimostrano. Anche la frittura una volta a settimana fa bene al fegato, come il caffe' ha i suoi effetti positivi e il vino, soprattutto rosso, e' sempre presente nell'alimentazione degli anziani piu' longevi. Come diceva Paracelso: e' la dose che fa il veleno. L'epidemiologo Kurt Straif, che lavora per l'OMS, ha affermato che per una persona normale, il rischio di sviluppare il cancro al colon a causa del consumo di carne lavorata rimane basso. Il rischio aumenta a seconda della quantita'. Inoltre, gli studi epidemiologici sulla correlazione tra un certo tipo di alimento e il cancro sono molto complicati e tendono a tralasciare una miriade di fattori che riguardano lo stile di vita in generale. Niente panico dunque. Dire che la carne rossa provoca il cancro come il fumo e' SBAGLIATO. L'invito dunque e' alla moderazione, come sempre, e a tornare alla Dieta Mediterranea, che ha dimostrato di diminuire il rischio di tumori.