venerdì 19 giugno 2015

L'olio di palma

In seguito alle dichiarazioni del Ministro francese Ségolène Royal sulla Nutella e tutta la controversia che ha suscitato, non potevo non scrivere un articolo sulla questione, descrivendo l’ingrediente incriminato: l’olio di palma. Ultimamente è stato preso d’assalto soprattutto dalla categoria vegani-salutisti-ambientalisti, che hanno messo in atto un vero e proprio tentativo di boicottarne la produzione, firmando petizioni come pecore e condividendo su internet articoli a non finire, dove si elencano tutti i danni che questo olio provocherebbe alla salute e all’ambiente: ma a quanto pare, anche di oli vegetali non ne sanno molto. L’olio di palma è presente quasi ovunque, nei biscotti e merendine di marche molto note e nella più famosa e squisita crema spalmabile che tutti noi amiamo fin da bambini, la Nutella.
Non a caso il web è andato in rivolta in seguito alle parole del Ministro francese e alla sua volontà di smettere di mangiarla per salvare il pianeta: come se l’inquinamento del pianeta dipendesse solo da questo. In effetti, per coltivare le palme in passato è stata messa in atto una feroce deforestazione a favore della monocoltura intensiva della palma, che ha messo a repentaglio interi ecosistemi e la sopravvivenza di molte specie animali. Ma adesso la realtà è diversa e ci si sta muovendo in direzione tale da rendere possibile una produzione di olio di palma sostenibile. Anche gli articoli sulla sua malsanità non sono completamente veri. L’olio di palma è un grasso vegetale, ma presenta una composizione in acidi grassi più simile al burro: per questo motivo è adatto alle preparazioni industriali, oltre al fatto di essere insapore, per cui non altera il gusto dei cibi. Assicura inoltre una più lunga conservabilità dei prodotti, per la sua maggior resistenza alla temperatura e all’irrancidimento, permettendo di evitare l'idrogenazione dei grassi e le margarine, che all’inizio venivano promulgate come un prodotto sano, solo perché “vegetali”, mentre invece si sono rivelate molto dannose, ancor più dei grassi saturi animali. L’olio di palma invece non ha questi problemi e viene usato proprio per evitare ingredienti più pericolosi. Anche se ha un basso costo, non è affatto un olio di bassa qualità, paragonato ad altri oli vegetali: è resistente alle alte temperature e per esempio, per le fritture è più sano anche di quello di oliva, che fa bene solo se non viene cotto, in quanto avendo un punto di fumo molto più basso, una volta portato ad alte temperature, è più deleterio di quello di palma e di girasole. Come tutti gli alimenti, niente fa male se assunto senza esagerare: all’interno di un regime nutrizionale bilanciato, è consentito anche l’olio di palma, come lo sono anche il burro, la carne, le patatine fritte, la Nutella. Riguardo i danni che l’olio di palma arrecherebbe alla salute, la ricerca è ancora aperta, ma possiamo dire che non è vero che contiene colesterolo, che provoca tumori e il diabete, come è stato diffuso in rete: si tratta quindi di accuse assolutamente infondate dal punto di vista scientifico. Forse a causa del suo forte impatto ambientale, si è cercato a tutti i costi di demolirlo anche dal punto di vista nutrizionale. Se comunque si volesse sostituirlo, quali sono le alternative possibili? La palma ha un’altissima produttività per ettaro: infatti da un ettaro di palme si riesce a ricavare cinque volte l’olio di un ettaro di arachidi e sette volte quello di un ettaro di girasoli. Quindi se sostituissimo le piantagioni di palme con girasoli, colza, mais ecc.. ci vorrebbe più del doppio dello spazio per produrre la stessa quantità, si dovrà deforestare più del doppio, con un impatto ambientale ancora più drastico e anche i costi dei cibi lieviterebbero a dismisura. Ferrero ha dichiarato che ogni scelta, dalle materie prime fino alla vendita, viene fatta all'insegna della sostenibilità e della sicurezza, servendosi esclusivamente di olio di palma "certificato sostenibile al 100%", secondo regole stabilite dalla “Roundtable on Sustainable Palm Oil”, un organo tenuto a certificare l’olio prodotto in modalità più rispettosa dell’ambiente. Questo strumento garantisce che Ferrero utilizza olio di palma che non ha provocato deforestazione. Quindi finiamola con questa stupida demonizzazione dell’olio di palma. Il Ministro francese Ségolène Royal comunque è tornata sui suoi passi chiedendo scusa. E noi accettiamo più che volentieri le sue scuse, festeggiando magari con una bella fetta di pane e Nutella!
FONTI
http://www.wired.it